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Jiyu ippon kumite

Attacco reale su di un passo:

E’ la fase più importante nella propedeutica al combattimento libero, perché in questo esercizio lo scopo è quello di applicare realmente le tecniche di attacco e di difesa.

Viene introdotto il concetto di scioltezza e cedevolezza come nel jiyu kumite.

L’attacco infatti può essere predeterminato o addirittura libero, può essere definito il bersaglio oppure no e l’attaccante parte da posizione non obbligatoria e quando lo ritiene più opportuno.

Restano precisi solo i ruoli di chi attacca e di chi invece dovrà parare e contrattaccare.

Deciso il ruolo l’attaccante deve cercare il tempo ed il momento più adatto a sorprendere l’avversario usando finte e cercando un’apertura nella guardia del compagno; quindi partirà con un attacco lungo e deciso ma sempre però controllato: l’uso del kime porterà all’inevitabile kiai.

Il difensore deve muoversi senza farsi sorprendere dall’attacco e porre in atto tecniche di difesa e contrattacco più efficace, ponendosi quindi immediatamente fuori portata dell’attaccante.

Rispetto al kihon kumite la novità non è nell’applicazione di nuove tecniche bensì nel “ritmo” del movimento e nella tensione nervosa che precede l’azione.

I due avversari si sorvegliano e reagiscono a vicenda con attenzione esaltata in una forma di combattimento a livello mentale.

Non è facile, infatti, percepire il momento dell’attacco o capire il momento di debolezza dell’avversario.

Questo tipo di allenamento è indicato per allievi esperti quantunque, una regolamentazione più severa, lo possa permettere anche agli allievi di 5°, 4°, 3° kyu, definendone esattamente i ruoli, i livelli di attacco, il contrattacco e le parate.

In sintesi il jiyu ippon kumite rappresenta lo stadio finale prima del jiyu kumite e il combattimento nel quale gli scopi e le finalità del karate devono essere ben chiari e assimilati: autodifesa (goshin) e vero combattimento (jissen).

La pratica di tale forma di allenamento deve essere svolta in maniera molto intensa e con autocontrollo totale per l’energia e la potenza che i contendenti possono esprimere durante l’incontro.

Nell’allenamento si deve acquisire ciò che è l’essenza del combattimento di karate: sfruttare le opportunità anche se si verificano solo una volta; ogni tecnica deve avere la massima efficacia.

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