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Ippon kumite

Questo allenamento è l’applicazione pratica di quanto imparato durante la pratica dei ki-hon con l’unica ma importante variante che si devono eseguire nei confronti di un imprevedibile avversario.

Bisogna capire quali sono i movimenti veramente importanti per una buona difesa nel combattimento e non trascurarli.

Lo scopo primo del kumite è quello di indirizzare l’allievo nella ricerca dell’efficacia reale e non fermarsi con lo studio a sole questioni stilistiche.

Nel contempo si esercitano i riflessi condizionati agli attacchi, la precisione dei movimenti, la calma nell’attesa dell’attacco avversario e la decisione nell’azione.

Gli attacchi sono portati a fondo nella consapevolezza che il compagno conosce in anticipo la nostra azione e ne trarrà maggior beneficio se essa tecnica sarà potente precisa e sincera.

 La difesa deve essere rapida in quanto è necessario confrontarsi con un avversario reale che ci impone il suo ritmo.

I riflessi diventano più pronti se si impara a parare e a passare al contrattacco senza indugiare a lungo.

Si comprende al meglio l’importanza di assumere corrette posizioni, effettuare rapidi spostamenti, portare decisi attacchi e impostare efficaci parate.

Tutta l’azione è decisa, rapida e ben coordinata; in tutto il movimento si deve mantenere calma vigile e sicurezza in se stessi.

Si deve praticare il kumite con la mente sgombra da ogni ostacolo (nervosismo, paura di non bloccare in tempo, paura di colpire l’avversario, paura di farsi male) e con il controllo totale dei propri gesti.

Si dall’inizio si impone su tutte una regola: non toccare mai l’avversario con l’intenzione di colpirlo e di fargli del male, ma fermarsi con il colpo a pochi centimetri dal corpo del compagno (SUN DOME).

La tecnica deve essere assolutamente controllata a poca distanza dal bersaglio se pur lanciata con la massima decisione.

Il risultato sarà quello di abituarsi a controllare oltre che il corpo anche la mente, non lasciandoci trascinare da movimenti imprecisi, ma calcolando sempre esattamente la distanza per tenersi lontano dall’avversario standogli nel contempo più vicino possibile.

Studiare cioè il concetto di MAAI (distanza utile da cui è possibile effettuare un attacco) utile nelle successive fasi dello studio del kumite.

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